domenica 28 febbraio 2010

No title

E chest è nu poc 'e tristezz... famm vrè... eh... tien nu poc 'e tristezz. Miett't in d'o liett, mo t rong quaccos. Nu piglià fridd.

domenica 31 gennaio 2010

No title

Un pò di luce.

domenica 22 novembre 2009

Effetto domino - Non domino l'effetto


Scegliere lo strumento
di un tormento;
elevarlo al rango d'amore
e perdere del tuo tempo ore e ore.
Staccarti come una figurina dalla realtà
senza aderire più a nulla di comune utilità.
-
L'utilità di questi versi
è paragonabile a quella di frammenti dispersi:
a monte di ognuno c'è un senso compiuto,
ma sono solo tracce del senso perduto.
Vacuo gioco di parole
per dare sfogo in rima
alla sfuggita ispirazione nata prima.
-
"Prima" è avverbio da far entrare
nel vocabolario di chi col tempo non si sa regolare.
Nel tedioso languore della procrastinazione
dirsi "ora" e non "dopo"
è igienica autoprescrizione,
come non bere e non fumare.
Conscia della norma salutare,
rimarrò seduta ancora un pò,
a bere fumando,
rimandando, rimandando.

domenica 1 novembre 2009

Prima media

Osservare il loro modo di camminare, sghembo e scoordinato, i problemi di convivenza in un banco condiviso e le diverse forme che l’attenzione assume sui loro visi. Precisa, periferica, svagata, assente.
Vederli scrivere seri con una penna con un piumotto fucsia, andare in bagno simulando il moonwalk, litigare a mensa. Trovarne uno che, nel baccano, prega prima di mangiare.
Ascoltarli balbettare dolcemente pur avendo studiato tutto e bene; sentirli ammettere sorridendo, con una mano in testa, che non ci hanno capito niente.
Scoprirli mentre cercano di nascondere un foglio prezioso con un fantastico planisfero reinventato per il Risiko del sabato pomeriggio.
Immaginare la tendenza che avranno nel vivere le loro storie d’amore.
L’imprendibile, quella che strapperà tremila cuori, quello che si sistemerà con una e per sempre, quello che nessuna riuscirà mai a capire.

lunedì 12 ottobre 2009

Il popi

Non cambierà mai,
è proprio il DNA che ce l'ha tutto aggrovigliato.

lunedì 17 agosto 2009

S.t.r.e.s.s.

Smog, sigarette e cancri ai polmoni.
Semafori, scooteroni, giacche cravatte ed auricolari, appuntamento a domani.
Palazzi palazzine pali paletti palle enormi, noia e disgusto.
Passi, sottopassaggi e sorpassi a destra.
Flussi veicolari, flussi di pensieri, riflussi di vita, riflessi di vita. Flussi mestruali.
Asfalto catrame e ruote, aggressioni pubblicitarie.
Sangue e cemento.

sabato 20 giugno 2009

Una foto mancata

Forse meritava una foto, quest'immagine di amore ed eleganza di seconda classe, su di un intercity Roma-Napoli.
Uno di fronte all'altra su due sediolini a scomparsa, nel corridoio della carrozza.
Lui sui quaranta, di più e non di meno. Una camicia azzura con i polsini sbottonati e le maniche appena rimboccate, pantaloni neri, calzini scuri e scarpe con la suola. Vestitissimo ma non sudato nonostante il caldo infernale, adattato con leggerezza e facilità ad uno spazio troppo piccolo e scomodo. I gomiti puntati sulle gambe, tutto intento a raccontare e argomentare come avrebbe fatto nel più favorevole dei contesti, concentrato su di lei come se il resto non esistesse ma attento e pronto a proteggerla da quello stesso resto che sapeva ignorare. Intuitivamente, rapidamente e senza ostentazione.
Lei magra e bionda, più giovane, vestita di pantaloni e canottiera chiari e leggeri. Con la schiena eretta appena piegata verso di lui, sinceramente assorbita dalle sue parole ma sveglia e capace a proteggersi anche da sola, anticipandolo semmai di una frazione di secondo.
Lo stesso grado di adattabilità declinato al femminile, più morbido ma altrettanto sicuro.
Le loro mani, in quell' imbarazzante metro quadrato abitato con la naturalezza di chi non risente nè di spazio nè di tempo, si sfioravano appena, di tanto in tanto.