Smog, sigarette e cancri ai polmoni.
Semafori, scooteroni, giacche cravatte ed auricolari, appuntamento a domani.
Palazzi palazzine pali paletti palle enormi, noia e disgusto.
Passi, sottopassaggi e sorpassi a destra.
Flussi veicolari, flussi di pensieri, riflussi di vita, riflessi di vita. Flussi mestruali.
Asfalto catrame e ruote, aggressioni pubblicitarie.
Sangue e cemento.
lunedì 17 agosto 2009
sabato 20 giugno 2009
Una foto mancata
Forse meritava una foto, quest'immagine di amore ed eleganza di seconda classe, su di un intercity Roma-Napoli.
Uno di fronte all'altra su due sediolini a scomparsa, nel corridoio della carrozza.
Uno di fronte all'altra su due sediolini a scomparsa, nel corridoio della carrozza.
Lui sui quaranta, di più e non di meno. Una camicia azzura con i polsini sbottonati e le maniche appena rimboccate, pantaloni neri, calzini scuri e scarpe con la suola. Vestitissimo ma non sudato nonostante il caldo infernale, adattato con leggerezza e facilità ad uno spazio troppo piccolo e scomodo. I gomiti puntati sulle gambe, tutto intento a raccontare e argomentare come avrebbe fatto nel più favorevole dei contesti, concentrato su di lei come se il resto non esistesse ma attento e pronto a proteggerla da quello stesso resto che sapeva ignorare. Intuitivamente, rapidamente e senza ostentazione.
Lei magra e bionda, più giovane, vestita di pantaloni e canottiera chiari e leggeri. Con la schiena eretta appena piegata verso di lui, sinceramente assorbita dalle sue parole ma sveglia e capace a proteggersi anche da sola, anticipandolo semmai di una frazione di secondo.
Lo stesso grado di adattabilità declinato al femminile, più morbido ma altrettanto sicuro.
Le loro mani, in quell' imbarazzante metro quadrato abitato con la naturalezza di chi non risente nè di spazio nè di tempo, si sfioravano appena, di tanto in tanto.
Lei magra e bionda, più giovane, vestita di pantaloni e canottiera chiari e leggeri. Con la schiena eretta appena piegata verso di lui, sinceramente assorbita dalle sue parole ma sveglia e capace a proteggersi anche da sola, anticipandolo semmai di una frazione di secondo.
Lo stesso grado di adattabilità declinato al femminile, più morbido ma altrettanto sicuro.
Le loro mani, in quell' imbarazzante metro quadrato abitato con la naturalezza di chi non risente nè di spazio nè di tempo, si sfioravano appena, di tanto in tanto.
mercoledì 10 giugno 2009
Affari internazionali
- Hei ciao, tutto bene? allora quando arrivi?
- Credo domani, in tarda mattinata…
- Bene, mi raccomando, portati chi vuoi. Ospito tutti io.
- Credo saremo in 3-400…
- Va benissimo, c’è posto per tutti.
- Senti ma io e te ce ne usciamo la sera, è chiaro. Abbiamo un appuntamento con delle ragazze.
- Ah sì, quelle di cui mi parlasti…
- Sì sì, loro.
- Ce ne andiamo a Casoria, ma nessuno saprà niente… diciamo che facciamo una cena blindata ad Arcore. Ho già preparato delle teste di legno, le faccio mangiare lì con i tuoi. Emilio ce li distrae, penseranno che stiamo parlando di affari internazionali da soli. Ahahahahahah. Affari internazionali! ma quanto mi faccio ridere…
Senti… e piuttosto… parliamo di cose importanti…
Ti dicevo… ci sta Noemi che è la mia, che porta Romina da Casalnuovo, Giusy dalla Cittadella e Rebecca da Arzano.
Ci vediamo fuori al Cristal, sulla Circumvallazione, verso le 10.
Ci beviamo una cosa lì e poi andiamo a ballare, dovremmo raggiungere dei loro amici. Che ne dici, per te è ok?
- Sì, certo, sono venuto apposta.
- Ma te te la sistemi la ricrescita ? io sono indeciso…
- Io ogni due giorni, caro, sto a posto.
- E quelle pasticchine lì… le hai portate? quelle di cui mi parlasti, degli scienziati indiani… le voglio provare…
- Credo domani, in tarda mattinata…
- Bene, mi raccomando, portati chi vuoi. Ospito tutti io.
- Credo saremo in 3-400…
- Va benissimo, c’è posto per tutti.
- Senti ma io e te ce ne usciamo la sera, è chiaro. Abbiamo un appuntamento con delle ragazze.
- Ah sì, quelle di cui mi parlasti…
- Sì sì, loro.
- Ce ne andiamo a Casoria, ma nessuno saprà niente… diciamo che facciamo una cena blindata ad Arcore. Ho già preparato delle teste di legno, le faccio mangiare lì con i tuoi. Emilio ce li distrae, penseranno che stiamo parlando di affari internazionali da soli. Ahahahahahah. Affari internazionali! ma quanto mi faccio ridere…
Senti… e piuttosto… parliamo di cose importanti…
Ti dicevo… ci sta Noemi che è la mia, che porta Romina da Casalnuovo, Giusy dalla Cittadella e Rebecca da Arzano.
Ci vediamo fuori al Cristal, sulla Circumvallazione, verso le 10.
Ci beviamo una cosa lì e poi andiamo a ballare, dovremmo raggiungere dei loro amici. Che ne dici, per te è ok?
- Sì, certo, sono venuto apposta.
- Ma te te la sistemi la ricrescita ? io sono indeciso…
- Io ogni due giorni, caro, sto a posto.
- E quelle pasticchine lì… le hai portate? quelle di cui mi parlasti, degli scienziati indiani… le voglio provare…
Le mie non funzionano più… mi sa che devo dare qualche euro in più alla ricerca.
- Certo, è roba garantita, non ti preoccupare.
- Dai allora ti aspetto, nel pomeriggio ci facciamo una lampada insieme, poi mangiamo qualcosa al volo e ce ne andiamo. Ho l’elicottero pronto sul retro, poi lì ci aspetta una macchina.
- Senti ma quella storia dei migranti, dei pirati, dei diritti umani, qua rompono… che gli diciamo?
- E dai! non fare il secchione! che palle! tu hai studiato? io no, quindi... domani ci inventiamo qualcosa, improvvisiamo...
- Certo, è roba garantita, non ti preoccupare.
- Dai allora ti aspetto, nel pomeriggio ci facciamo una lampada insieme, poi mangiamo qualcosa al volo e ce ne andiamo. Ho l’elicottero pronto sul retro, poi lì ci aspetta una macchina.
- Senti ma quella storia dei migranti, dei pirati, dei diritti umani, qua rompono… che gli diciamo?
- E dai! non fare il secchione! che palle! tu hai studiato? io no, quindi... domani ci inventiamo qualcosa, improvvisiamo...
Dai su, che ti ho fatto montare anche la tenda berbera in giardino!
Ti aspetto, intanto ordino un pensierino per le ragazze. A domani.
sabato 30 maggio 2009
No title
... arriva il disgelo, ed hai di nuovo voglia di scrivere.
Ti si agitava dentro da qualche giorno, prima impercettibile, quasi illusoria, a poco a poco più convincente, stasera indeclinabile.
La desertificazione miracolosamente arretra.
"Senza scrittura moriamo", ha appena detto (qualc)una in tv proprio mentre tu ci stai riprovando.
Questi sono i primi spurghi, come un rubinetto da cui esce di nuovo acqua dopo mesi che era a secco. Sfiati, singhiozzi, esplosioni di acqua e calcare e sbalzi di pressione.
Hai perso un pò di dimestichezza con le parole, con quella concentrazione esatta che te le faceva trovare.
Chissà...
Ti si agitava dentro da qualche giorno, prima impercettibile, quasi illusoria, a poco a poco più convincente, stasera indeclinabile.
La desertificazione miracolosamente arretra.
"Senza scrittura moriamo", ha appena detto (qualc)una in tv proprio mentre tu ci stai riprovando.
Questi sono i primi spurghi, come un rubinetto da cui esce di nuovo acqua dopo mesi che era a secco. Sfiati, singhiozzi, esplosioni di acqua e calcare e sbalzi di pressione.
Hai perso un pò di dimestichezza con le parole, con quella concentrazione esatta che te le faceva trovare.
Chissà...
domenica 1 marzo 2009
No title
Addio Antonietta,
megalomane, bugiarda, imbrogliona, sgangherata e semialcolizzata.
Mi facevi morire dal ridere e ti volevo bene.
Fa male pensare che non ci sei più.
megalomane, bugiarda, imbrogliona, sgangherata e semialcolizzata.
Mi facevi morire dal ridere e ti volevo bene.
Fa male pensare che non ci sei più.
mercoledì 11 febbraio 2009
Condivido vivo e trascrivo
"Eccoti alfine maturo! Prima di ieri tu non sapevi che la tua anima fosse giunta a tanta maturità e a tanta pienezza. La felice rivelazione viene dal bisogno che provi, subitaneo, di versare la tua dovizia, di spanderla, di prodigarla senza misura. Tu ti senti inesauribile, capace di prodigare mille esistenze.
E' ben questo il premio dei tuoi assidui sforzi:- ora tu possiedi l'impetuosa profondità delle terre profondamente lavorate. Goditi dunque la primavera; rimani aperto a tutti i soffi, lasciati penetrare da tutti i suoi germi; accogli l'ignoto e l'impreveduto e quanto altro ti recherà l'evento; abolisci ogni divieto. Omai il tuo primo compito è fornito.
La tua natura, che tu hai resa integra e intensa, ti sia sacra. Rispetta i minimi moti del tuo pensiero e del tuo sentimento perchè ella sola li produce. Già che ella ti appartiene tutta quanta, ora tu puoi abbandonarti a lei e gioirne senza limiti. Tutto, ora, ti è permesso: pur quello che odiasti e disprezzasti in altrui: perocchè tutto diventi nobile passando a traverso la sincerità della fiamma.
Non temere d'esser pietoso, tu che sei forte e che sai imporre il tuo dominio e il tuo castigo.
Non avere onta delle tue inquietudini e dei tuoi languori, tu che ti sei fatta una volontà di tempra dura come le spade battute a freddo.
Non respingere la dolcezza che t'invade, l'illusione che ti avvolge, la melanconia che ti attira, tutte le cose nuove e indefinibili che oggi tentano la tua anima attonita.
Esse non sono se non le vaghe forme del vapore che si sviluppa dalla vita fermentate nella profondità della tua anima ferace.
Accoglile dunque senza sospetto, poiche non ti sono estranee nè ti diminuiscono nè ti corrompono. Ti appariranno domani come le prime annunziatrici velate di una natività che è nei tuoi voti."
G. D'Annunzio, Le vergini delle rocce, libro secondo.
martedì 25 novembre 2008
La luce rincorre i cuori

Immagini
La luce rincorre i cuori, d'autunno,
quando nel fango si specchiano i suoi passi.
Prima rallentata, poi veloce,
quando nel fango si specchiano i suoi passi.
Prima rallentata, poi veloce,
si fa strada tra i rami bruciati.
Vengo da lontano - gli dice, a un passo da loro -
apritevi ai miei raggi, lasciate che vi scaldi.
Il mare raccolto disegna un piano,
Il mare raccolto disegna un piano,
parlante quando nelle onde ricorda la sua voce ardita.
Prima disteso, poi in ginocchio, si fa largo tra i sassi.
Sono la vostra nota - gli dice strisciando -
tenetemi in braccio al riparo dei venti.
Gole e grotte, tutt' attorno,
Gole e grotte, tutt' attorno,
masticano e sputano.
Prima avide, poi sazie,
prima avide, poi sazie.
Siete stanche di me,
gli sussurra il mare negli anfratti, nei declivi dei ruggiti.
gli sussurra il mare negli anfratti, nei declivi dei ruggiti.
Non lo saremo mai, - gli rispondono -
estenuante e dolce è l'infinito contrappasso che ci lega.
estenuante e dolce è l'infinito contrappasso che ci lega.
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